Le parole di Gandhi – Richard Attenborough

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Un’antologia di Gandhi, curata dal regista del film sulla vita del Mahatma, che ci trasferisce il suo pensiero di fondo: al di là delle parole, bisogna privilegiare l’azione quotidiana, coltivando la speranza e rinforzando la propria fede.
La fede di Gandhi era nella non-violenza, la cui forza fu da lui  ritenuta infinitamente maggiore della forza di tutte le armi inventate dall’ingegno umano; seguì tale fede per tutta la vita cercando di metterla in pratica su scala più vasta  possibile, riuscendo in tal modo a far ottenere all’India l’indipendenza politica dagli inglesi senza rivolte di tipo militare, ma rifiutò di etichettare la sua filosofia, che tale incredibile risultato aveva permesso di raggiungere, con il termine “gandhismo” ritenendo che l’uomo non abbia bisogno degli “ismi”, bensì dei valori umani. Riteneva altresì che la fede sia una funzione del cuore da rafforzare tramite la ragione; fede e ragione non sono antagoniste, più è intensa la fede, più questa affinerà la ragione; tuttavia, quando la fede diventa cieca, essa muore lasciando il posto al fanatismo. 
Fra gli insegnamenti principali bisogna ricordare che libertà non ha mai significato licenza di fare ciò che si vuole e, con particolare riferimento alla democrazia,  che il governo del popolo da parte del popolo e nell’interesse del popolo non può mai essere demandato ai voleri di un solo uomo, per quanto grande egli possa essere. Da tale filosofia segue, per venire ai giorni nostri, che il popolo ha il diritto-dovere di controllare l’operato di chi opera per il benessere del popolo stesso, controllo che richiede necessariamente una preparazione e che quindi non può essere semplicemente rappresentano dal voto a richiesta di un partito.
Gandhi invita all’azione non-violenta che però presuppone grande applicazione e disciplina personale, molto metodo e cognizione di causa che porti alla diffusione di massa. Ci ricorda che spesso l’uomo diventa quel che crede di essere, nel bene come nel male, se si continua a ripetere a sé stessi che non si può riuscire a raggiungere un obiettivo, probabilmente si finirà per essere davvero incapaci di portarlo a compimento; al contrario, se si ha la convinzione di riuscirci, è possibile che si acquisiranno le capacità necessarie, anche se all’inizio mancanti o non completamente sviluppate.
In tema di economia, secondo Gandhi non si può prescindere dal diffuso vantaggio che le politiche economiche devono apportare al popolo, pertanto in definitiva si auspica un nuovo paradigma internazionale che interessi contemporaneamente le sfere del sociale, della politica e dell’economia, che conduca quindi ad una struttura organizzativa dello Stato in grado di governare senza opprimere e senza l’esercizio arbitrario del potere, potere che deve essere usato esclusivamente per finalità collettive. Pensieri profondi per un futuro migliore che deve cominciare nel presente.

La biblioteca del villaggio

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