Quarta sosta nel Vicolo dei Problemi

9 Settembre 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

QUARTA SOSTA NEL VICOLO DEI PROBLEMI

 

“Questo vicolo medievale è proprio caratteristico,
anche se è un po’ soffocante,
essendo così stretto, tortuoso e buio”

“In effetti è angusto, ma non si può dire
che non rappresenti bene il nome che gli è stato dato;
poi, per quanto riguarda la poca illuminazione,
guarda in alto, guarda che bei lampioni appesi,
tutti in ferro battuto, ma rigorosamente spenti;
nessuno se ne cura”

“Ho capito, vuoi dire che spesso i problemi ce li creiamo da soli
o quantomeno li facciamo più grandi di quanto non siano in realtà”

“Non basta, anche se li definiamo nella loro reale entità,
poi non facciamo nulla per risolverli e passiamo la vita a lamentarci
nella vana speranza che qualcun altro li risolva per noi”

“Ma non è un atteggiamento normale?
Dopo tutte le chiacchiere che abbiamo fatto
sulla comunità sociale e sulla specializzazione…”

“Attento a quella buca sul selciato!
Ma attento anche a non inciampare nei ragionamenti.
Una comunità sociale e specializzata diventa vantaggiosa per tutti
nel momento in cui è sinergica,
cioè quando c’è una contemporanea e coordinata azione,
una interazione vera fra tutti i componenti”

“E per avere una integrazione vera,
ognuno deve essere consapevole del proprio ruolo
e agire di conseguenza,
cercando nel contempo di migliorare la propria cultura
e di mantenersi costantemente informato
in armonia con il proprio gruppo sociale”

“Bravo, hai brillantemente schivato l’ostacolo,
quello nella testa, intendo, eh?”

“Grazie mio venerabile signore e maestro,
la vostra sapienza è immensa quanto la vostra magnanimità.
Tornando un attimo fra i comuni mortali,
possiamo focalizzare i seguenti problemi
come quelli principali per l’uomo:
• La mancanza di cultura;
• La mancanza di informazione;
• La mancanza di rapporti sociali;

“Esatto, ma senza dimenticare l’inerzia, perché ogni cultura,
qualsiasi informazione e qualunque socializzazione
si vanifica in assenza di azione”

“Azione che non deve essere scomposta,
ma ponderata e consequenziale
secondo una metodologia precisa”

“Si, se vogliamo darci un tono,
con una definizione anglofona,
possiamo parlare di problem solving”

“Facciamo un esercizio:
• Focalizzazione: ho un certo languorino allo stomaco;
• Analisi: trattasi di fame conclamata;
• Soluzioni alternative: attraente taverna in stile contradaiolo
in fondo al vicolo o invitante ristorante tipico che abbiamo
da poco oltrepassato:
• Esecuzione: piombare a tavola,
abbuffarsi dello strafogabile,
monitorando l’impatto durante l’implementazione
ed effettuare una valutazione finale
con un bel grappino del posto”

“Di fronte a cotanta scienza applicata,
non posso non seguirti giù alla taverna”

“Perché hai preferito la taverna al ristorante?”

“Perché tornare indietro significa
procedere in salita…”

 

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