5.a.2 – Demagogia, populismo e qualunquismo sono sinonimi?

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12 settembre 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

Demagogia, populismo e qualunquismo sono sinonimi?

La demagogia può essere definita come l’abilità dei politici ad assicurarsi dei vantaggi raggirando il popolo con discorsi ingannevoli e quindi spingendolo ad agire contro i propri interessi. Ecco allora che di volta in volta si alimenta l’odio verso gli immigrati, si aumenta la paura verso uno Stato autoritario, si fanno promesse irrealizzabili, ci si dichiara contro la droga; si tratta di una tecnica molto antica conosciuta sin dai tempi dell’antica Grecia e già allora veniva vista come una degenerazione della democrazia. Riflettendo un attimo risulta però evidente che in un vero sistema democratico la demagogia non potrebbe esistere, sarebbe la stessa organizzazione sociale, con a disposizione un efficiente sistema di formazione e informazione dei cittadini, a renderla inattuabile. La demagogia si basa dunque sui problemi radice della disinformazione, dell’ignoranza e della frammentazione sociale, non può essere una degenerazione della democrazia e anzi rappresenta una prova lampante che una vera democrazia non si è mai realizzata.
Il populismo è un termine con diverse accezioni: a volte viene usato come sinonimo di demagogia, altre volte per identificare quei movimenti politici che, cavalcando l’onda del malcontento popolare verso la classe dominante, tentano di effettuare un ricambio politico a proprio favore usando un linguaggio aggressivo che risulti di facile presa sulla popolazione. I politici al potere usano tale termine in senso dispregiativo, lo considerano un comportamento scorretto da parte degli avversari, un atteggiamento “poco sportivo” fra competitori, ma in realtà si tratta dell’ennesimo inganno per la popolazione, una popolazione disinformata, ignorante e frammentata da manipolare comunque.
Il qualunquismo si basa anch’esso sulla sfiducia nelle istituzioni e nei partiti politici, visti come distanti dal popolo, non rappresentativi e quindi d’intralcio alla libertà, ma tende a identificare la suddetta situazione come fisiologica della democrazia, portando a pericolose derive anarchiche. Anche il termine qualunquismo viene usato come sinonimo di demagogia e populismo quando viene attribuito a dei soggetti politici che vogliono scalzare quelli al potere sobillando le folle.
E’ importante conoscere bene il significato di tali termini perché molto spesso vengono usati impropriamente, ma efficacemente, contro i propri avversari. Succede che i maestri della demagogia accusino di demagogia i propri antagonisti, che i politici più populisti additino come tali i politici emergenti, che coloro i quali hanno conquistato le proprie poltrone parlamentari ricorrendo massicciamente al qualunquismo ora ne parlino con sdegno rispetto ai nuovi avversari. Non conoscere il vero significato di tali termini significa permettere l’espansione proprio della demagogia, del populismo e del qualunquismo, può significare non riconoscere i portatori di sane riforme sociali, ecco perché abbiamo voluto fare un po’ di chiarezza prima di cominciare a parlare delle possibili soluzioni ai nostri problemi.

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6 Commenti per “5.a.2 – Demagogia, populismo e qualunquismo sono sinonimi?”

  1. Carlotta da Camerino ha detto:

    L’importante è avere il pulpito da cui parlare. Se ciò che si dice è falso o addirittura si addebitano all’avversario i propri difetti, non importa, tanto la gente non è educata a verificare le fonti e assorbe tutto passivamente.

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  2. Morias Enkomion ha detto:

    Stavo per usare questa pagina come fonte per la definizione di qualunquismo ma ho notato che mi era sfuggita una doppia imprecisione in questa parte del testo: “Il qualunquismo si basa anch’esso sulla sfiducia nelle istituzioni e nei partiti politici, visti come distanti dal popolo, non rappresentativi e quindi d’intralcio alla libertà, ma tende a identificare la suddetta situazione come fisiologica della democrazia, portando a pericolose derive anarchiche.”.

    1. “[…] sfiducia nelle istituzioni e nei partiti politici, visti come distanti dal popolo, non rappresentativi e quindi d’intralcio alla libertà, ma tende a identificare la suddetta situazione come fisiologica della democrazia […}”
    Perche’, non e’ cosi’? Tutti i sistemi democratici di cui siamo a conoscenza tendono, col tempo, a diventare sistemi oligarchici. A questo punto non credo che sia patologico bensi’ fisiologico, a meno di cambiare il sistema.

    2. “[…] portando a pericolose derive anarchiche.”
    Perche’ le derive anarchiche sarebbero pericolose? Anarchia non significa assenza di regole bensi’ di governo, sottigliezza non da poco:

    “L’idea di Anarchia prevede, a livello sociale, che individui e collettività scelgano per relazionarsi fra loro un insieme di rapporti non-autoritari.

    Anarchia è anche la ricerca e sperimentazione di una organizzazione sociale orizzontale.

    Una società anarchica è una società che vuole basarsi sul libero accordo, sulla solidarietà, sulle libere associazioni, sulle unioni, sul rispetto per la singola individualità che non volesse farne parte, secondo il principio che le decisioni valgono solo per chi le accetta.

    In una società anarchica si rifiutano quindi leggi, comandi, imposizioni, principi fondati sul volere della maggioranza, rappresentanze, discriminazioni, guerre come metodo per risolvere contrasti, realizzando la gestione ed il superamento dei conflitti attraverso chiarimenti ed accordi tra i diretti interessati.

    Nessuna teoria anarchica ha mai teorizzato l’assenza di regole e di interazioni sociali, in quanto l’anarchismo non lascia nulla al caso-caos, ma propone un nuovo modo di concepire la società, costruito intorno a norme e/o principi etici egualitari, condivisi e non imposti dall’alto.”

    Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Anarchia

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  3. Ildebrando il Villico ha detto:

    Bentrovato Morias! Condivido in pieno il secondo punto del tuo commento, abbiamo usato il termine anarchico in modo altamente improprio 🙁 ! Si tratta di un errore comune ma non per questo meno grave. Questa parte sarà cambiata certamente nella prossima edizione, al momento è un ottimo esempio di come un blook è in grado di autocorreggersi grazie ai commenti dei lettori.
    Non condivido invece il primo punto in quanto in questa parte del libro è già stata introdotta la differenza fra democrazia e democrazia apparente. Ne risulta la suddetta situazione è fisiologica nelle democrazie apparenti non nella democrazia autentica (che purtroppo ancora dobbiamo sperimentare). Non vi sono dubbi tuttavia che al di fuori del suo contesto questa parte risulta ingannevole e quindi fai benissimo a non usarla come definizione; ti suggerisco di modificarla allo scopo sostituendo “della democrazia” con “anche della vera democrazia” oppure “di qualunque forma di democrazia”.
    Grazie infinite per la correzione! A presto Cavaliere!

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  4. Morias Enkomion ha detto:

    You’re welcome! Come si dice, chi non Morias si rivede 😉
    Credo che certe opere siano di tutti, quindi e’ giusto che ognuno contribuisca al loro perfezionamento 🙂

    Riguardo la democrazia, in effetti avevo parlato di “sistemi democratici dei quali siamo a conoscenza”, perche’ certamente distinguo tra l’ideale e il reale, nel quale rientra l’apparente. Il problema della distinzione tra reale e ideale e’ ben conosciuto in filosofia e politologia: e’ qui che si gioca un’importante sfida dell’umanita’ in relazione ai sistemi non solo politici ma anche economici e sociali: trovare un sistema socio-politico-economico REALE, quindi pratico e funzionante, riconosciuto come reale da tutti (non come le democrazie apparenti ma oligarchie di fatto) che funzioni davvero al di la’ degli ideali. E, aggiungo, delle ideologie.

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    5.a.2

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