Prima sosta sul Lungolago della Natura

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1 Aprile 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

                                    

PRIMA SOSTA SUL LUNGOLAGO DELLA NATURA

“Guarda quella roccia,
sembra proprio una panchina” 

“Per me quella roccia
sembra proprio una roccia;
è la tua stanchezza
che le da la forma di una panchina” 

“Va bene, è una roccia generica,
ma se non ti dispiace mi ci siedo sopra” 

“Non mi dispiace affatto,
anzi penso pure io
che sia giunto il momento di fare una sosta” 

“Certo che da questo promontorio il panorama è proprio meraviglioso,
pensavo di conoscere questo lago come le mie tasche
e invece oggi scopro un paradiso inedito” 

“Capisci ora che significa il punto di vista?
È incredibile come le cose che hai sempre avuto sotto gli occhi,
anche le più grigie,
si trasformino magicamente, cambiando solo la prospettiva” 

“Si, non solo è bellissimo, ma è anche più facile del previsto;
Per esempio, che il concetto di razza sia distinto da quello di specie
è una banalità, ma non mi ero mai soffermato a riflettere
su come ciò sia collegato alla capacità riproduttiva” 

“Esatto; e appena si raggiunge questa consapevolezza,
viene naturale chiedersi come si possano essere originate
tante migliaia di specie diverse di esseri viventi” 

“La domanda verrà anche naturale, ma la risposta
non è così immediata” 

“Sicuro che non è immediata,
altrimenti non avremmo avuto bisogno di percorrere questo sentiero” 

“Certo che trovare la risposta nell’evoluzione delle specie,
dovuta alle mutazioni e alla selezione naturale è proprio folgorante!
Si aprono subito nuovi immensi orizzonti,
cominci a respirare con maggiore soddisfazione…” 

“No, guarda che se respiri meglio
è perché sei un pollo di allevamento segregato in città
che oggi si è permesso questa “botta di vita”
di una passeggiata in collina” 

“Va bene, hai ragione, ma acquisire il concetto
di essere parente con tutte le altre specie viventi
mi da un senso di migliore identificazione e di serenità” 

“In effetti, vedere l’ambiente nella sua funzione
di grande allevatore e l’evoluzione come perpetuo adattamento
all’ambiente, ti fa spaziare nell’infinito” 

“Già, in quell’infinito universo in cui la Terra
rappresenta solo un granello di polvere;
un granello su cui però noi viviamo” 

“Ci viviamo, ma non da molto.
Il giochino del giorno evolutivo ti dà la percezione concreta
di quanto recente sia la comparsa dell’essere umano” 

“Anche gli approfondimenti sulla storia evolutiva
delle specie sono fondamentali; ti fanno capire
come sia tutto in continua evoluzione e come tale
concetto non vada confuso con quello di progresso” 

“Devo dire che la chiacchierata fatta finora è stata costruttiva;
per esempio è affascinante parlare di sessualità, argomento
ancora spesso considerato tabù, non solo come fenomeno
naturale, ma anche nella sua funzione di grande risorsa
delle specie che ha comportato un’impressionante
accelerazione evolutiva delle stesse” 

“Anche l’individuazione delle risorse fondamentali
dell’uomo è importante, perché ti fa capire come
la tecnologia, la socializzazione e la specializzazione
debbano evolversi in sinergia per trarne pieno
beneficio” 

“D’altra parte rappresentano i pilastri della cultura di
quell’animale simbiotico e sociale che è l’uomo” 

“Cultura che comunque non si sarebbe sviluppata
In questo modo senza l’evoluzione della parola” 

“Vedi con quale naturalezza ora usiamo i termini
evoluzione, progresso, simbiosi, comunità
e sinergia di gruppo?
E come si possano vedere le evidenti somiglianze fra
l’evoluzione biologica e quella culturale?” 

“Benissimo, tutto approvato all’unanimità!
Comunque io l’ho sempre detto che sei un animale” 

“Non per niente siamo fratelli” 

“Colpito e affondato, che dici ripartiamo?” 

“Si, però se vuoi possiamo prendere un caffè al chioschetto
che sta poco più avanti” 

“C’era la possibilità di prendere un caffè
e per poco neanche me lo dicevi,
brutto trasognato che non sei altro.
Certo che voglio un caffè!
Un caffè al vetro con la schiumetta” 

“Va bene, va bene… vada per la schiumetta” 

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2 Commenti per “Prima sosta sul Lungolago della Natura”

  1. Alafrida dal Lago ha detto:

    Pare proprio di vedervi mentre discutete, avete creato un modo di collegare i vari capitoli decisamente divertente.

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  2. Morias Enkomion ha detto:

    Percorso interessante: vediamo come continua… pur con qualche differenza di veduta, forse piu’ filosofica che pratica, sono d’accordo nel dire che siamo tutti legati l’uno all’altro, tutti gli esseri viventi – e non – del pianeta Terra, tutti naufraghi, vaganti nell’universo sulla stessa zattera, alla ricerca della spiaggia della Verita’.

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