1.a.4 – Come intervengono le mutazioni nell’evoluzione delle specie?

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1 Marzo 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

dna

         

Come intervengono le mutazioni nell’evoluzione delle specie?

I caratteri individuali sono ereditati grazie ai geni presenti nelle cellule, comprese quelle destinate alla riproduzione dell’organismo. All’insieme dei geni, detto anche patrimonio genetico, corrisponde l’insieme delle caratteristiche fisiche individuali ereditabili.
I geni sono dei piccoli tratti
di due lunghissimI fili, avvolti a spirale nella famosa doppia elica, formanti la molecola del DNA (DeoxyriboNucleic Acid, cioè acido desossiribonucleico). Ogni filamento di DNA è come una catena i cui anelli però non sono tutti uguali, ve ne sono di quattro tipi diversi e sono le celebri quattro basi chimiche (Adenina, Timina, Citosina e Guanina indicate in genere solo con A,T, C, G). Come le lettere dell’alfabeto, queste quattro basi si possono ordinare in sequenza in innumerevoli modi formando parole e frasi. In questo linguaggio nella molecola del DNA sono memorizzate le informazioni per la costruzione e la gestione della cellula nei suoi processi vitali. Un tratto del filamento che contiene un’informazione di senso compiuto, come ad esempio la struttura di una proteina, è appunto un gene. Se vediamo la molecola del DNA come una sequenza di informazioni significa che la vediamo come una sequenza di geni. Tale molecola ha inoltre la facoltà di replicarsi duplicando così anche i geni. È possibile, sebbene sia un fenomeno relativamente raro, che si verifichi un errore nella suddetta duplicazione e che ciò porti all’alterazione di un gene o della sequenza dei geni. Tale alterazione è detta mutazione, che può avere come conseguenza la comparsa di una nuova caratteristica individuale. Le mutazioni possono essere causate anche da agenti fisici o chimici esterni come radiazioni, virus ed altro, che vengono detti agenti mutageni.
La struttura di un organismo è un’architettura complicatissima nella quale un cambiamento arbitrario di un gene può avere gli effetti più disparati: saranno disastrosi se risulta compromesso il funzionamento di un gene che svolge una funzione strategica e fondamentale (ne sono un esempio le malattie genetiche), mentre si avranno effetti meno deleteri se il gene mutato ha una funzione più marginale fino ad arrivare al caso in cui non si avrà alcun effetto nocivo, come può essere il caso della comparsa di una nuova sfumatura del colore degli occhi. Le caratteristiche genetiche di un organismo sono enormemente numerose e lo sono pure le possibili mutazioni, comprese quelle innocue. Queste mutazioni, proprio perché innocue, non verranno eliminate dalla selezione naturale perciò si accumuleranno nel tempo dando origine alla grande variabilità dei caratteri individuali (gli occhi a mandorla, gli zigomi sporgenti, il mento sfuggente, il collo taurino e così via). Tanto maggiore sarà tale varietà, tanto maggiore sarà la probabilità che qualche caratteristica risulti utile in caso di cambiamento ambientale (per esempio il colore chiaro della pelle, dei capelli e degli occhi per gli uomini che hanno colonizzato le regioni nordiche del pianeta).
È da notare che le mutazioni svolgono un ruolo fondamentale nell’evoluzione delle specie in quanto forniscono alla selezione naturale il materiale su cui lavorare. Senza mutazioni la selezione naturale tenderebbe solo ad uniformare al massimo il patrimonio genetico già esistente senza procedere oltre. D’altro canto, si può dire che senza selezione naturale nemmeno le mutazioni da sole potrebbero portare al fenomeno dell’evoluzione delle specie, realizzando solo un aumento della variabilità genetica individuale con nuove combinazioni puramente casuali.

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2 Commenti per “1.a.4 – Come intervengono le mutazioni nell’evoluzione delle specie?”

  1. Gilberto il Valligiano ha detto:

    Bella la slide e bellissima l’immagine dei due pilastri che sorreggono la trave, a volte le immagini riescono a trasmettere dei concetti meglio dei libri.

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  2. Alafrida dal Lago ha detto:

    Di Mendel avevo solo qualche vaga e lontana reminescenza scolastica, invece ci sono personaggi del passato che vanno assolutamente conosciuti per il contributo che hanno dato al nostro presente. Simpatica l’idea di metterli su un palco d’onore con tanto di bandiera, praticamente un’olimpiade di cervelloni.

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