1.c.5 – La sessualità comporta un rimescolamento genetico?

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24 Marzo 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

 

famiglia

         

La sessualità comporta un rimescolamento genetico?

La sessualità è una strategia che consente di riutilizzare i geni già disponibili mediante una differente associazione. Il risultato è simile a quello di una serie di mutazioni, ma che si verificano regolarmente in ogni atto riproduttivo. Il vantaggio può essere insignificante per il singolo individuo, ma è di fondamentale importanza per la specie e la sua futura evoluzione: con l’accoppiamento avviene la fecondazione dell’ovulo della madre nel quale i geni della stessa si ricombinano con quelli del padre; in questo modo i discendenti di un esemplare avranno la possibilità di sfruttare anche le mutazioni positive provenienti dall’altro genitore, riunendo così i vantaggi evolutivi derivanti da fonti diverse; con tale procedimento si ottiene qualcosa di analogo a ciò che la simbiosi realizza unendo capacità diverse di specie differenti. Le nuove combinazioni possono però essere anche negative e, affinché si diffondano solo quelle positive, è necessario l’intervento della selezione naturale. Considerazioni simili sono state fatte anche parlando del fenomeno delle mutazioni ma, a differenza di questo, che è lentissimo poiché basato su eventi rari, il fenomeno della riproduzione sessuata crea un gran numero di nuove combinazioni ad ogni nuova nascita e quindi genera una quantità di varianti molto maggiore. Il risultato di tale fenomeno è una capacità ed una velocità di adattamento molto maggiore e ciò costituisce il grande vantaggio evolutivo della sessualità: non è un caso che praticamente tutti gli animali e le piante che osserviamo direttamente attorno a noi utilizzino questa tecnica.
Al fenomeno della sessualità si unisce quello della specializzazione e ciò comporta che nella riproduzione i due genitori svolgano ruoli diversi; dato che per svolgere ruoli diversi sono necessarie caratteristiche diverse, l’evoluzione ha portato alla creazione di due tipi di sesso: maschio e femmina.
Pare che siano stati addirittura i protisti, cioè i primi esseri unicellulari dotati di nucleo e organi interni, a sviluppare la sessualità e da allora tale strategia non è stata più abbandonata. Da una maggiore capacità e velocità di adattamento è conseguita una maggiore velocità dell’evoluzione e della diversificazione.
La comparsa dei primi esseri unicellulari con riproduzione sessuata è avvenuta circa un miliardo e mezzo di anni fa e ciò corrisponde, come abbiamo visto, alle ore 16:00 del nostro giorno evolutivo. Prima di allora si erano sviluppati solo i batteri, i quali si riproducono per scissione, cioè in modo asessuato; l’evoluzione, per quasi tre quarti della storia della Terra, ha prodotto dunque solo i batteri, mentre con l’avvento dei primi protisti, nell’ultimo quarto o poco più, si sono sviluppate tutte le forme che conosciamo, nonché quelle estinte. Questa incredibile accelerazione è dovuta presumibilmente allo sviluppo della sessualità. È quindi lecito ipotizzare che l’evoluzione abbia una naturale tendenza, per quanto irregolare e legata ad eventi casuali, sia all’aumento della capacità di adattamento intesa come produzione di variazioni individuali, sia all’aumento della velocità di adattamento intesa come produzione di nuove specie.

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5 Commenti per “1.c.5 – La sessualità comporta un rimescolamento genetico?”

  1. Angelica dal Vessillo Dorato ha detto:

    Ragazzi qui la cosa comincia a farsi interessante. Che la riproduzione sessuata sia una delle più importanti strategie della natura è abbastanza noto, ma che le differenze fra i due sessi siano anch’esse una strategia ed in particolare una strategia di specializzazione è veramente una tesi originale, peraltro disarmante nella chiarezza con cui è stata presentata.

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  2. Petronilla la Sottile ha detto:

    Quindi fino alle 16,00 niente sesso e poi via a tutta birra!

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  3. Gismondo il Malagrotta ha detto:

    Bisogna comunque ricordare che di batteri che si riproducono in modo asessuato è pieno il mondo, quindi si tratta comunque di una strategia ancora valida.

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  4. Deepsky88 ha detto:

    Quindi l’omosessualità è contro natura per davvero?

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    • Il Cavaliere Errante ha detto:

      Benvenuto fra noi Cavaliere! Tempo fa ho visto un interessante documentario, della serie di Quark mi pare, nel quale si diceva che la percentuale di omosessuali sulla popolazione superava il 4%, altre fonti affermano che superi anche l’8%. Tali percentuali sono troppo alte per considerare l’omosessualità una semplice anomalia. Inoltre comportamenti omosessuali sono stati osservati anche nel mondo animale, ne segue quindi che probabilmente anche l’omosessualità ha un suo ruolo in natura solo che non è stato ancora scoperto a quanto ne so. L’ipotesi dell’anomalia comunque mi pare oggi difficilmente sostenibile. Un saluto a tutti!

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