1.c.10 – La socializzazione si riscontra in tutte le attività dell’uomo?

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29 Marzo 2009 — Riccardo Sabellotti - Giacinto Sabellotti

operai

         

La socializzazione si riscontra in tutte le attività principali dell’uomo?

La socializzazione è una variante della strategia del gruppo che consente ai membri della comunità di mantenere una propria autonomia di movimento. Si tratta di una strategia molto comune fra i mammiferi e quasi universalmente usata dalle scimmie; ad essa è dunque legato il successo evolutivo di molti mammiferi e in particolare quello dell’uomo, il quale non solo l’ha ereditata, ma l’ha anche ulteriormente sviluppata.
Senza un particolare addestramento, un uomo abbandonato da solo in una foresta o in una prateria ha minori possibilità di sopravvivenza rispetto a una scimmia isolata nel suo ambiente. Ciò dimostra un grado di dipendenza maggiore rispetto al gruppo, cioè la necessità di una socializzazione articolata.
Le comunità umane, specie quelle più recenti, presentano inoltre un alto livello di specializzazione con un elevato numero di sottogruppi che si dedicano a particolari attività (operai, medici, insegnanti, ecc.). Anche questo è tipico dei gruppi in cui il legame fra i membri è strettissimo.
L’uomo, un insieme di organi specializzati e interagenti, a loro volta costituiti da cellule simbiotiche, ha dunque la necessità di sfruttare ancora i fenomeni del gruppo e della specializzazione nelle proprie organizzazioni sociali.
È qui opportuno notare che tutte le attività principali dell’uomo quali il lavoro, la protezione, la ricerca del cibo, ecc., avvengono attraverso una qualche forma di collaborazione e quindi mediante un contatto sociale. L’antico branco di scimmie si è dunque evoluto allargandosi, specializzandosi e complicandosi fino a livelli mai visti prima fra i mammiferi e forse in tutto il regno animale. Un tale sviluppo, che storicamente procede di pari passo con l’espansione demografica dell’essere umano, è sicuramente una delle basi del suo successo evolutivo.

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5 Commenti per “1.c.10 – La socializzazione si riscontra in tutte le attività dell’uomo?”

  1. Angelica dal Vessillo Dorato ha detto:

    Quindi la globalizzazione non è una dimensione umana, la iperspecializzazione senza un’adeguata organizzazione sociale porta alle alienanti megalopoli dei nostri tempi.

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    • Alafrida dal Lago ha detto:

      Come al solito anche una risorsa importante come la socializzazione se usata male può trasformarsi in qualcosa di dannoso.

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  2. Morias Enkomion ha detto:

    “Senza un particolare addestramento, un uomo abbandonato da solo in una foresta o in una prateria ha minori possibilità di sopravvivenza rispetto a una scimmia isolata nel suo ambiente. Ciò dimostra un grado di dipendenza maggiore rispetto al gruppo, cioè la necessità di una socializzazione articolata.”

    L’uomo si e’ adattato alla vita sedentaria delle citta’, che sono adesso il suo ambiente. Se una scimmia vivesse fin dalla sua infanzia con gli umani sarebbe incapace di sopravvivere nell’ambiente naturale delle sue sorelle allo stesso modo in cui un umano allevato dalle scimmie si troverebbe perfettamente a suo agio nel loro ambiente naturale.

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    • Ildebrando il Villico ha detto:

      Lieto di incontrarti di nuovo Morias! Le tue osservazioni non mi sembrano poi così in contrasto con la mia posizione. Il nuovo ambiente dell’uomo è la citta, sono d’accordo; la città è però una espressione della società umana, quindi dipendere dal proprio ambiente, come è naturale che sia, per noi uomini equivale a essere dipendenti dalla propria comunità. Lo stesso vale per le nostre cellule, il loro ambiente è il nostro corpo, che è anche la loro comunità e non possono più vivere fuori di essa.
      Un essere umano allevato dalle scimmie si troverebbe a suo agio nel loro ambiente, sono d’accordo anche su questo ma essere allevati dalle scimmie equivale ad aver ricevuto quel particolare addestramento a cui facevo cenno.
      Consideriamo ora una scimmia adulta il cui branco sia stato sterminato dai bracconieri; rimasta sola si troverà in difficoltà ma non dovrebbe avere problemi a trovare da mangiare e da bere, mi aspetto che sia una più facile preda e per questo forse morirà. Priviamo ora un uomo adulto moderno del sostegno della sua comunità, togliamogli l’acqua corrente e il cibo al supermercato, togliamogli le case con riscaldamento che cosa gli rimane? Un deserto, una prateria o una foresta. Mi aspetto che si trovi in difficoltà ancora più grandi rispetto alla scimmia, tutto qui. Ciao

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  3. Deepsky88 ha detto:

    il limite teorico della specializzazione quale potrebbe essere?La specializzazione massima a cosa potrebbe corrispondere?

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